Comitato Ciclovia del Metauro
Per una pista ciclabile sulla ex Ferrovia Fano-Urbino

Perché è nato il comitato di cittadini per realizzare una “Ciclovia turistica del Metauro”.
1) Nella primavera del 2020 la Regione Marche ha presentato il progetto per una ciclovia a 1,5 metri dai vecchi binari della ex ferrovia Fano-Urbino. Questo progetto è stato frutto del lavoro di oltre 2 anni ed è stato discusso e concordato con RFI, Fondazione Ferrovie dello Stato, concertato con le Amministrazioni locali e presentato alla stampa pochi mesi prima della scadenza della legislatura.
2) Il progetto è stato finanziato per 4.5 milioni di euro a fondo perduto dall’Unione Europea e avrebbe consentito la realizzazione di circa metà della ciclovia Fano Urbino.
3) Ha avuto il parere favorevole di RFI, proprietaria dell’area, in quanto non veniva compromesso un eventuale futuro riutilizzo ferroviario; c’era quindi l’assenso a far passare la ciclovia a non meno di m 1,5 dal binario più vicino, come risulta da prot. RM 79113 del 21/1/2020.
4) La Regione aveva anche avviato l’iter amministrativo per l’approvazione del progetto, con la convocazione di conferenze dei servizi con i vari soggetti interessati.
5) Entro il 31/12/2021 dovevano essere completati i vari procedimenti amministrativi.
6) Per la decisione unilaterale del nuovo Governo regionale insediatosi a fine 2020, sono state bloccate tutte le procedure in corso, adducendo motivazioni tecniche inesistenti o facilmente superabili.
7) Questo “cambio di rotta” ha impedito la riqualificazione e il riutilizzo dell’area ferroviaria abbandonata dal 1987.
8) Il progetto di una “Ciclovia turistica del Metauro” alternativa alla precedente è stato frettolosamente elaborato e presentato nel 2021 dalla nuova Amministrazione regionale e inviata ai Comuni interessati; è stato disegnato sulla base di un percorso lontano dai binari proposto da un’associazione di ferrovieri; prevede l’utilizza di strade già esistenti, in buona parte strette e trafficate; pertanto, questa cosiddetta “ciclovia” non ha i requisiti per essere definita come tale, visto che non viene rispettata la legge 2/2018 sulla mobilità ciclistica.
9) Non viene rispettata neanche la legge 128/2017 sulle ferrovie turistiche portata a giustificazione del mancato passaggio ad almeno 1,5 m dal binario più vicino; infatti, non non viene rispettato un requisito essenziale, cioè il finanziamento necessario per ricostruire la linea che, secondo calcoli aggiornati, si avvicina ai 300 milioni di euro; finanziamento che l’art. 11 della legge citata deve essere “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”; in pratica, deve essere a carico di privati.
Per evidenziare tutte le problematiche che impediscono di realizzare a regola d’arte una vera ciclovia necessaria per la sicurezza stradale e il rilancio turistico della Valle del Metauro, il Comitato si fa carico di un’informazione sempre documentata rivolta in particolare agli Amministratori locali a cui spetta il compito di programmare il corretto sviluppo dei loro territori, nella convinzione che sia possibile la coesistenza tra una ciclovia e un mezzo di trasporto collettivo diverso da un treno tradizionale.

